Aloe: Aspetti botanici, chimici, farmacologici e clinici by Raffaele Capasso, Massimiliano Laudato, Giuliano Grandolini,

By Raffaele Capasso, Massimiliano Laudato, Giuliano Grandolini, Francesco Capasso

In questi ultimi anni l. a. popolarit� dell’aloe ha conosciuto un notevole incremento: a parte l’uso tradizionale di questa pianta e dei suoi preparati come lassativo, è interessante chiedersi se questa droga vegetale possegga altre propriet� farmacologiche, l. a. cui fama ha portato addiritura a definirla una miracle plant o ask yourself drug. Obiettivo di questo quantity è valutare le possibili applicazioni terapeutiche di questa pianta. Dopo una presentazione delle caratteristiche botaniche del genere Aloe, si analizza l. a. struttura della foglia, dalla quale si ottengono preparazioni di interesse farmaceutico e cosmetico, e si passano in rassegna i principali componenti chimici. Com’è ben noto, l’attivit� dell’aloe è dovuta soprattutto advert alcune sostanze specifiche, dette principi attivi, e advert altre di minore interesse farmacologico. Oggi è stato accertato che questei ultime possono essere sure adiuvanti perché potenziano l’attivit� terapeutica del pool di sostanze attive. Inoltre è possibile che l’aloe, come droga vegetale nella sua integrit� , possa a sua volta agire da adiuvante nei riguardi di terapie convenzionali in numerosi campi (gastrointestinale, dermatologico, diabetico e oncologico), come mostrano alcuni trial clinici. advert oggi esiste un gran numero di studi (più di 4000 in keeping with l. a. sola Aloe vera o Aloe barbadensis) sugli effetti biologici dei preparati di aloe. Questo testo è rivolto non solo a medici, farmacisti, veterinari e a chi opera nel settore erboristico e fitoterapico, ma anche ai consumatori che vogliano saperne di più su questa pianta dalle numerose propriet� .

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Studi piuttosto datati (1941-1948) hanno riportato l’l1,39% di azoto e il 2,9% di proteine, 36 Aloe valori riferiti rispettivamente al peso secco del tessuto più esterno delle foglie e del tessuto parenchimatico. Successive analisi hanno evidenziato un contenuto proteico pari allo 0,01% nel juice di aloe e hanno consentito l’individuazione di idrossiprolina, istidina e cisteina allo stato libero (Gjerstad, 1971). , 1978). Risultati simili sono stati ottenuti da Kan (1983), con l’arginina e l’acido glutamico tra i più abbondanti.

Natalensis (la scelta di questa pianta è legata al suo nome giapponese, Hiha-iraru, che tradotto significa “che non richiede il dottore”). I suoi studi del 1978 (Fujita et al. 1978a) portarono alla scoperta di una nuova emagglutinina che agglutinava le cellule tumorali in ratti portatori di ascite, e che si legava all’␣2-macroglobulina e all’␣1-antitripsina, noti inibitori delle proteasi. Questi risultati condussero alla conclusione che in A. arborescens era presente una sostanza lectina-simile.

Arborescens era presente una sostanza lectina-simile. Un anno dopo (1979) Suzuki et al. isolarono dalla foglia di A. arborescens due lectine, l’aloctina A e l’aloctina B, chiamate inizialmente lectina P2 e lectina S1. Le aloctine agglutinano gli eritrociti umani e di altri mammiferi (pecora, coniglio); delle due aloctine, la B è risultata cinque volte più attiva della A, ma l’aloctina B non mostra alcun effetto mitotico (stimolante la mitosi) nei confronti degli eritrociti umani. 4. In particolare, studi in vivo hanno mostrato che la somministrazione intraperitoneale di aloctina A inibisce l’edema indotto nella zampa di ratto da una soluzione di carragenina o da una sospensione di Mycobacterium butirricum (test di artrite da adiuvante) (Saito et al.

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